Shikantaza (只管打坐), generalmente reso «soltanto sedere», è un termine centrale dell’insegnamento Zen Sōtō. Non indica un esercizio di rilassamento né un metodo generico utilizzabile senza riferimento alla pratica buddhista.
Il termine nella scuola Sōtō
Il portale istituzionale Sōtō Zen include shikantaza fra i concetti fondamentali della tradizione. Shikan richiama la dedizione esclusiva, mentre taza indica il sedere; il significato non si esaurisce però nella traduzione letterale. Postura, attenzione, continuità e rapporto fra pratica e realizzazione sono parte del contesto religioso nel quale il termine è impiegato.
Non una tecnica universale
Il fatto che più scuole buddhiste pratichino la meditazione seduta non rende le loro forme equivalenti. Shikantaza si comprende in relazione alle istruzioni di Dōgen, alla vita del sangha e alla trasmissione delle forme della scuola. Nel dojo Hishiryō le indicazioni specifiche vengono fornite da chi guida la pratica.
Collegamento alla pratica
La scheda Zazen descrive il contesto della seduta; la pagina Pratica presenta gli incontri del dojo. La relazione fra shikantaza e shushō ittō («pratica e realizzazione non separate») richiede un approfondimento testuale distinto.
Fonti
- Sōtō Zen, «Termini chiave dell’insegnamento» — Shikantaza.
- Kenshu Sugawara, «Shikantaza (Just Sitting)», Sōtō Zen.
- Sōtō Zen, Dōgen Zenji.
Prosegui lo studio
Questi rimandi sono scelti per il loro rapporto con il contenuto, non per semplici parole in comune.
- Pratica → testo: Fukanzazengi — permette di leggere le istruzioni di Dōgen in una fonte identificata.
- Pratica → tema: Shushō ittō — apre un confronto fra pratica seduta e realizzazione, senza far coincidere i due lemmi.
- Termine → termine correlato: Hishiryō — rimanda a una diversa espressione dell’insegnamento sul pensiero nello zazen.
Catena guidata: Che cosa significa praticare? collega queste voci alla vita concreta del dojo attraverso sette tappe di studio.
